Caso Ponza, Paolo Pozzi: chiediamo di mandare gli ispettori a Cassino

Nuovo anno, nuove sfide, nuova squadra, con la stessa passione che contraddistingue Identity Style. 
Dal mese di gennaio la rivista, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale, si arricchirà di persone e contenuti puntando sempre più su qualità ed eccellenza.
Per farlo abbiamo scelto di dare maggior slancio e professionalità alla squadra di lavoro inserendo nuove firme del giornalismo italiano. Professionisti ed esperti di settore che con la loro penna valorizzeranno realtà, luoghi e persone.
Il timone di Identity Style passa alla giornalista Sonia Bedeschi, professionista con vent’anni di esperienza come inviata televisiva, conduttrice e moderatrice di eventi nazionali. La sua nomina segna un passaggio strategico per l’evoluzione della testata.
Amo le sfide specialmente su progetti che ambiscono a spiccare il volo puntando su qualità, professionalità, sinergia e passione. Avere affiatamento con la squadra di lavoro e dare ai giovani opportunità formative è la chiave per sviluppare nuove idee e creare progetti di qualità” – ha dichiarato la nuova direttrice.

 

Sonia Bedeschi

Ad affiancarla nelle prossime sfide ci sarà, oltre alla redazione, un team arricchito da nuove risorse come Roberta Potasso e Antonino D’Anna. Non solo, perché la rivista darà la possibilità agli studenti meritevoli provenienti dalle scuole di giornalismo lombarde di misurarsi attraverso percorsi di stage e affacciarsi concretamente al mondo del lavoro. Una mission: puntare su identità e stile, raccontando realtà e storie che hanno saputo raggiungere il successo negli ambiti più svariati: spettacolo, sport, ristorazione, motori, arte, cultura, moda, design, food, trasporti e salute. «La nomina di Sonia rappresenta un passo importante per la crescita di Identity Style», ha dichiarato l’Editore Luca Pasquero. «Conferma la nostra volontà di investire in una direzione editoriale solida e professione, immediatamente riconoscibile e orientata al futuro. Sonia possiede la visione e le competenze per interpretare al meglio l’anima del giornale e per condurlo verso nuovi traguardi di crescita».
Attraverso impegno, sacrificio, dedizione, rivincite e un pizzico di sana fortuna scopriremo insieme quali sono le storie di successo targate made in Italy … in Italia e oltre confine.
Si ringrazia Francesca Lovatelli Caetani, che lascia l’incarico di Direttore Responsabile, per l’anno di collaborazione.

da | Mar 21, 2025 | askanews

Roma, 21 mar. (askanews) -“Hanno fatto la richiesta di archiviazione alla quale abbiamo fatto opposizione, però la cosa che chiedo alla politica fondamentalmente è di mandare degli ispettori a Cassino, perché ci sono state delle istituzioni che si sono comportate a livello bassissimo, a cominciare dai periti nominati dal magistrato, che sono una cosa scandalosa. Senza sottolineare la vicenda del telefono (del figlio Gianmarco, che è stato disabilitato, ndr), che sono 5 anni che ce lo rimpallano ed è ancora sequestrato, anche se è stata fatta la richiesta di archiviazione”: lo ha affermato ad askanews Paolo Pozzi – papà di Gianmarco, il 28enne campione di kickboxing trovato morto nell’agosto 2020 sull’isola di Ponza, dove lavorava come buttafuori, in circostanze mai chiarite – a margine di una conferenza stampa alla Camera promossa dalla deputata M5S Stefania Ascari, a cui hanno partecipato anche i legali della famiglia e la sorella di Gianmarco, Martina.”Il medico legale che afferma che la morte è dovuta a ‘precipitazione’ (il corpo Gianmarco è stato ritrovato in un’intercapedine, ndr) e adesso invece hanno fatto fare altre due perizie e il caso viene chiuso o c’è richiesta di archiviazione per omicidio preterintenzionale. Questa gente invece di lavorare dovrebbe andare a zappare la terra”, aggiunge Paolo Pozzi, che da quasi 5 anni cerca giustizia e verità per suo figlio e mentre i legali hanno fatto opposizione alla richiesta di archiviazione del 5 novembre 2024.”E il maresciallo di Ponza? Perché parte male tutto da lì, perché se scrivi la frase ‘non ci sono notizie di reato’ il magistrato non manda né il medico legale, né il team investigativo. Tutti bravi, complimenti”, denuncia amareggiato il papà di Gimmy.”Io alla presidente del Consiglio ho scritto più volte e ho scritto anche a Mattarella, non mi stancherò di scrivere. Chiedo una mano, perché tutti questi errori non sono possibili. Lei (Meloni) ha la possibilità di mandare gli ispettori (alla procura di Cassino) e far riprendere in mano il caso dalla commissione antimafia”, conclude Pozzi, mentre la deputata Ascari ha chiesto un’interrogazione parlamentare ai ministri della Giustizia Carlo Nordio e dell’Interno Matteo Piantedosi sul caso di Gianmarco Pozzi.

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