In un momento storico in cui il mondo degli spirits sembra spesso più concentrato sull’estetica che sulla sostanza, esistono progetti che costruiscono la propria identità partendo da una decisione radicale: scegliere un ingrediente e valorizzarlo al meglio, con rispetto e artigianalità. ZenVero nasce da questa logica. Un liquore allo zenzero fresco che punta a essere unico e riconoscibile.
Il progetto prende forma a Milano, ma le sue radici affondano in una dimensione domestica. La ricetta arriva da una storia familiare lunga tre generazioni, legata alla ristorazione e a un gesto semplice: offrire un bicchiere a fine pasto. Luca Giorgetti parte da lì e compie una scelta precisa: trasformare quella preparazione in un prodotto vero, senza tradirne l’essenza.
La lavorazione riflette questa visione. Lo zenzero è fresco, non filtrato, lasciato libero di esprimere la sua complessità senza essere levigato o addomesticato. Il risultato è un profilo aromatico netto, attraversato da una tensione agrumata e da una componente materica che cambia la percezione del sorso. Anche i gingeroli restano presenti, ma come parte integrante di un’esperienza sensoriale viva, quasi tattile.
Più che un liquore, ZenVero è una dichiarazione di stile: meno stratificazioni, più intenzione. Funziona come fine pasto, ma anche come elemento identitario in miscelazione, per chi costruisce drink a partire da un’idea, non da un effetto.
Il formato da 70 cl, 32% vol., e un design essenziale completano il quadro, evitando qualsiasi sovrastruttura narrativa.
Agitato prima del servizio e servito freddo, ZenVero racconta un’estetica della sottrazione. Un progetto che non segue le tendenze, ma le osserva da distanza ravvicinata, scegliendo di restare fedele a una sola, precisa identità.










