Nicola Giotti: le sfere olimpioniche di cioccolato per Milano Cortina 2026

Nuovo anno, nuove sfide, nuova squadra, con la stessa passione che contraddistingue Identity Style. 
Dal mese di gennaio la rivista, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale, si arricchirà di persone e contenuti puntando sempre più su qualità ed eccellenza.
Per farlo abbiamo scelto di dare maggior slancio e professionalità alla squadra di lavoro inserendo nuove firme del giornalismo italiano. Professionisti ed esperti di settore che con la loro penna valorizzeranno realtà, luoghi e persone.
Il timone di Identity Style passa alla giornalista Sonia Bedeschi, professionista con vent’anni di esperienza come inviata televisiva, conduttrice e moderatrice di eventi nazionali. La sua nomina segna un passaggio strategico per l’evoluzione della testata.
Amo le sfide specialmente su progetti che ambiscono a spiccare il volo puntando su qualità, professionalità, sinergia e passione. Avere affiatamento con la squadra di lavoro e dare ai giovani opportunità formative è la chiave per sviluppare nuove idee e creare progetti di qualità” – ha dichiarato la nuova direttrice.

 

Sonia Bedeschi

Ad affiancarla nelle prossime sfide ci sarà, oltre alla redazione, un team arricchito da nuove risorse come Roberta Potasso e Antonino D’Anna. Non solo, perché la rivista darà la possibilità agli studenti meritevoli provenienti dalle scuole di giornalismo lombarde di misurarsi attraverso percorsi di stage e affacciarsi concretamente al mondo del lavoro. Una mission: puntare su identità e stile, raccontando realtà e storie che hanno saputo raggiungere il successo negli ambiti più svariati: spettacolo, sport, ristorazione, motori, arte, cultura, moda, design, food, trasporti e salute. «La nomina di Sonia rappresenta un passo importante per la crescita di Identity Style», ha dichiarato l’Editore Luca Pasquero. «Conferma la nostra volontà di investire in una direzione editoriale solida e professione, immediatamente riconoscibile e orientata al futuro. Sonia possiede la visione e le competenze per interpretare al meglio l’anima del giornale e per condurlo verso nuovi traguardi di crescita».
Attraverso impegno, sacrificio, dedizione, rivincite e un pizzico di sana fortuna scopriremo insieme quali sono le storie di successo targate made in Italy … in Italia e oltre confine.
Si ringrazia Francesca Lovatelli Caetani, che lascia l’incarico di Direttore Responsabile, per l’anno di collaborazione.

da | Gen 20, 2026 | Food&Drink | 0 commenti

Nel panorama della pasticceria italiana contemporanea, il nome di Nicola Giotti rappresenta un caso interessante di evoluzione identitaria: da realtà storica di territorio a firma riconoscibile capace di dialogare con i linguaggi dell’arte, del design e dei grandi eventi internazionali.

La collezione di sfere di cioccolato dedicate alle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026 si inserisce perfettamente in questo percorso.

Fondata nel 1947 a Giovinazzo e oggi alla terza generazione, la Pasticceria Giotti ha costruito nel tempo una reputazione legata all’eccellenza tecnica e alla ricerca estetica. L’ingresso di Nicola Giotti in APEI – Ambasciatori Pasticceri dell’Eccellenza Italiana – ha ulteriormente rafforzato questo posizionamento, collocando il brand in un contesto di alta riconoscibilità nazionale .

Con il progetto olimpionico, Giotti compie un ulteriore passo: utilizza il cioccolato non solo come prodotto, ma come medium culturale. Le sfere raccontano Milano Cortina attraverso un dialogo tra città e montagna, tra artigianato e ricerca.

All’interno del progetto, le sfere olimpioniche diventano il luogo in cui si incontrano due immaginari complementari: la dimensione urbana di Milano e quella naturale delle Dolomiti. L’universo cittadino prende forma attraverso strutture verticali, riflessi e linee luminose che attraversano la superficie come segni architettonici, mentre il paesaggio montano viene evocato attraverso cromie fredde, bianchi netti e volumi che richiamano la matericità del ghiaccio e della roccia. Su questo doppio registro si innestano i soggetti, dallo skyline metropolitano agli atleti in azione, fino alle figure della danza sul ghiaccio, costruendo una narrazione visiva che unisce energia sportiva e identità territoriale.

Dal punto di vista tecnico, la scelta della sfera segna un passaggio significativo rispetto alle celebri uova aerografate che hanno definito il linguaggio di Giotti negli ultimi anni. La superficie concava richiede un controllo estremamente preciso del colore e delle sovrapposizioni, rendendo il processo più complesso e meno prevedibile. Ogni intervento è eseguito a mano libera e il dinamismo dell’immagine nasce soprattutto dalla relazione tra luce e ombra. Le diverse dimensioni delle sfere contribuiscono a rafforzare questa sensazione di movimento. La scelta del cioccolato bianco aromatizzato allo zafferano, infine, introduce un riferimento diretto a Milano, integrando il tema dell’identità gastronomica nel racconto del brand.

Dal punto di vista strategico, si tratta di un’operazione che rafforza l’identità del brand senza snaturarla. La coerenza stilistica, la continuità tecnica e il legame con il territorio restano centrali, ma vengono proiettati su una scala più ampia, capace di dialogare con istituzioni, eventi e pubblici internazionali.

Il valore di questo progetto non risiede quindi solo nella qualità estetica delle sfere olimpioniche, ma nella capacità di trasformare un prodotto artigianale in strumento di posizionamento culturale. In un mercato sempre più affollato, dove il rischio è l’omologazione, Giotti dimostra come una visione chiara possa diventare leva strategica per distinguersi, mantenendo intatto il proprio DNA.

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