Il pizzaiolo classe 1996, già riconosciuto dalla Guida Identità Golose, inaugura un nuovo locale nel cuore della Franciacorta
C’è chi la Franciacorta la racconta attraverso le bollicine, Giuseppe Villani lo fa con la pizza. Classe 1996, originario di Agerola, in Campania, Villani appartiene a una generazione di pizzaioli che ha trasformato il mestiere di famiglia in un linguaggio gastronomico contemporaneo. Oggi è tra i nomi emergenti del panorama italiano: titolare, insieme al padre Pietro, del ristorante-pizzeria Pulcinella di Iseo è riconosciuto dalla Guida Identità Golose tra i protagonisti della pizza contemporanea.
La sua storia nasce proprio in famiglia: “Mio padre ha lasciato Agerola da giovane e ha portato qui in Lombardia non solo se stesso, ma una cultura, un modo di fare le cose, una visione della pizza che era quella della sua terra”. Giuseppe è cresciuto tra banco e forno, fino a scegliere di trasformare quell’eredità in una strada personale, formandosi alla Scuola Italiana Pizzaioli e approfondendo tecniche, impasti e ricerca delle materie prime.
Pizza napoletana e territorio: il dialogo gastronomico tra Sud e Nord

Portare la pizza napoletana in Franciacorta, per Giuseppe Villani, non significa limitarsi a riprodurre una tradizione, ma farla dialogare con il territorio che la accoglie. La sua pizza resta profondamente legata alle origini: impasti a lunga maturazione, grande attenzione alla leggerezza e ingredienti simbolo del Sud, come il fior di latte di Agerola e i pomodori campani. Allo stesso tempo, però, si apre al confronto con la cultura gastronomica locale, creando un equilibrio tra radici e contaminazione. È proprio questo dialogo tra memoria e innovazione che ha portato il Pulcinella di Iseo a essere inserito nel 2025 nella Guida Identità Golose tra i pizzaioli del cambiamento.
La visione di Giuseppe Villani sulla pizza contemporanea

Per Villani la pizza contemporanea non è una questione di ingredienti lussuosi o di abbinamenti spettacolari, “è un approccio”. Al centro c’è l’impasto, vero protagonista del piatto, mentre ogni ingrediente deve avere una funzione precisa, contribuendo a costruire equilibrio e armonia.
La ricerca sulle materie prime è una parte fondamentale di questo percorso: formaggi e salumi campani raccontano la storia della sua famiglia, mentre la sperimentazione apre la strada a nuovi incontri di sapori. Ne è un esempio la pizza presentata al Campionato Mondiale 2023 insieme allo chef Gabriele Frati: tonno rosso del Mediterraneo, ricotta vaccina affumicata, carciofi spinosi di Valledoria e un “finto caviale” di bottarga di sgombro realizzato in casa. Una creazione dal nome semplice: L’Amicizia, che ha conquistato il secondo posto in gara.
La Pulcinella a Monticelli Brusati: nuova pizzeria nel cuore della Franciacorta
Ora il progetto cresce con l’apertura de La Pulcinella, nuovo locale in via Fornaci 6 a Monticelli Brusati, nel cuore della Franciacorta. Un passo importante che Villani affronta con entusiasmo, ma anche con un forte senso di responsabilità. Non è l’adrenalina delle competizioni a guidarlo, bensì una consapevolezza più profonda: “Aprire un secondo locale significa mettere in gioco qualcosa di più grande di una medaglia: significa che il progetto cresce, che diventa qualcosa che va oltre me”.
Nel nuovo spazio si ritroverà la stessa identità costruita a Iseo: impasti leggeri, ingredienti selezionati e grande attenzione artigianale, con alcune proposte pensate appositamente per il nuovo contesto.
La pizza come racconto di famiglia e di territorio

Accanto alla crescita professionale c’è anche una dimensione personale che rende questo momento ancora più significativo. Al fianco di Giuseppe ci sono il padre Pietro e la compagna Andrea, che presto diventerà mamma. “Aprire questo locale in questo momento della mia vita ha un significato doppio: è una crescita professionale, ma è anche un atto di responsabilità verso chi verrà dopo di me”, racconta.
Se dovesse spiegare cos’è la pizza a chi non l’ha mai davvero mangiata, Villani non avrebbe dubbi: “In un impasto di acqua, farina, sale e lievito c’è più lavoro, più storia e più amore di quanto si possa immaginare”.
Quando è fatta bene, non servono molte parole. La pizza si capisce al primo morso.











