
IL DIAVOLO VESTE PRADA, MA SPENDE A MILANO
Boom di turisti nella città meneghina che Hollywood ha scelto come location per la seconda parte del film con Meryl Streep
Che Milano sia una delle capitali internazionali della moda non è una novità. Migliaia di buyer, di celebrities e di curiosi ogni anno partecipano alle Fashion Week stagionali, creando un indotto turistico notevole in termini di hospitality. Ora però l'onda lunga del film "Il Diavolo veste Prada 2" ha lanciato – è proprio il caso di dirlo – una nuova moda: le vacanze straniere di chi vuole ripercorrere i passi di Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt e Stanley Tucci.
Secondo un'analisi del Centro studi di Confcommercio Milano Lodi Monza Brianza, le presenze di statunitensi, francesi e inglesi sono aumentate in media del 18%. Non mancano poi curiosi provenienti da Austria, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera.
Non solo: secondo la classifica il luogo con il maggior picco di flussi pedonali giornalieri sarebbe la zona fra Cairoli e Palazzo Clerici (+28%), seguito da Galleria Vittorio Emanuele e Duomo (+17%), Brera (+14%) e infine via Montenapoleone (+13%).
"Le elaborazioni del nostro Centro Studi - ha sintetizzato Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Lodi Monza Brianza - confermano un trend di crescita strutturale del turismo internazionale nel centro di Milano".
Sulla base di questi dati, nell'estate 2026 sono complessivamente attesi 1,5 milioni di arrivi stranieri a Milano di cui un terzo solo ad agosto, mese notoriamente deserto in città.

