Bike economy, in Lombardia un hub internazionale entro il 2027

Nuovo anno, nuove sfide, nuova squadra, con la stessa passione che contraddistingue Identity Style. 
Dal mese di gennaio la rivista, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale, si arricchirà di persone e contenuti puntando sempre più su qualità ed eccellenza.
Per farlo abbiamo scelto di dare maggior slancio e professionalità alla squadra di lavoro inserendo nuove firme del giornalismo italiano. Professionisti ed esperti di settore che con la loro penna valorizzeranno realtà, luoghi e persone.
Il timone di Identity Style passa alla giornalista Sonia Bedeschi, professionista con vent’anni di esperienza come inviata televisiva, conduttrice e moderatrice di eventi nazionali. La sua nomina segna un passaggio strategico per l’evoluzione della testata.
Amo le sfide specialmente su progetti che ambiscono a spiccare il volo puntando su qualità, professionalità, sinergia e passione. Avere affiatamento con la squadra di lavoro e dare ai giovani opportunità formative è la chiave per sviluppare nuove idee e creare progetti di qualità” – ha dichiarato la nuova direttrice.

 

Sonia Bedeschi

Ad affiancarla nelle prossime sfide ci sarà, oltre alla redazione, un team arricchito da nuove risorse come Roberta Potasso e Antonino D’Anna. Non solo, perché la rivista darà la possibilità agli studenti meritevoli provenienti dalle scuole di giornalismo lombarde di misurarsi attraverso percorsi di stage e affacciarsi concretamente al mondo del lavoro. Una mission: puntare su identità e stile, raccontando realtà e storie che hanno saputo raggiungere il successo negli ambiti più svariati: spettacolo, sport, ristorazione, motori, arte, cultura, moda, design, food, trasporti e salute. «La nomina di Sonia rappresenta un passo importante per la crescita di Identity Style», ha dichiarato l’Editore Luca Pasquero. «Conferma la nostra volontà di investire in una direzione editoriale solida e professione, immediatamente riconoscibile e orientata al futuro. Sonia possiede la visione e le competenze per interpretare al meglio l’anima del giornale e per condurlo verso nuovi traguardi di crescita».
Attraverso impegno, sacrificio, dedizione, rivincite e un pizzico di sana fortuna scopriremo insieme quali sono le storie di successo targate made in Italy … in Italia e oltre confine.
Si ringrazia Francesca Lovatelli Caetani, che lascia l’incarico di Direttore Responsabile, per l’anno di collaborazione.

da | Nov 29, 2024 | askanews

Milano, 29 nov. (askanews) – Bike economy protagonista a Palazzo Giureconsulti in occasione della terza edizione del convegno organizzato dalla Camera di Commercio di Milano Monza Brianza e Lodi per fare il punto sul settore e sulle prospettive per il territorio. “Abbiamo degli obiettivi ambiziosi per questo settore. Noi vorremmo che entro il 2027 il nostro territorio diventasse un punto di riferimento non solo nazionale ma internazionale per la bike economy. Lo stiamo facendo con dei progetti direi importanti, basati sulla valorizzazione e la qualità del capitale umano che lavora in questo settore, in termini di innovazione, con dei grant che diamo per le imprese, per le start up che innovano il settore in termini di internazionalizzazione, quindi di capacità delle nostre imprese di esportare il prodotto e non solo il prodotto ma anche l’idea del made in Italy sulla bicicletta a livello internazionale”, ha detto Sergio Rossi vice segretario generale, Camera di commercio Milano Monza Brianza Lodi.Il convegno è stata l’occasione per valutare l’impatto economico della bici su settori come sanità, turismo, industria e mobilità sostenibile. In Italia terzo paese europeo per produzione la bike economy genera un fatturato di circa 2,7 miliardi di euro. Il primato spetta alla Lombardia che ospita il 6% delle imprese e genera il 10% del fatturato. Anche l’Europa dedica attenzione al settore all’interno delle politiche legate alla mobilità. “Da un punto di vista di Comunità Europea c’è stata una dichiarazione che è l’European Cycling Declaration che ha inserito la bicicletta come parte integrante dei mezzi di trasporto nei progetti dell’Unione Europea. Quindi da qui ai prossimi anni tutto ciò ha a che fare con la mobilità quindi auto, moto, sistemi di pubblici includono anche la bicicletta che vuol dire poi piste ciclabili vuol dire interconnessione vuol dire digitalizzazione vuol dire sicurezza del ciclista all’interno dell’ecosistema del trasporti nelle città europee”, ha detto Massimo Panzeri presidente Conebi, Confederation of the European Bicycle Industry.Per lo sviluppo del settore, il capitale umano e la formazione sono centrali. La Camera di Commercio ha creato Bike Factory, un polo dedicato con corsi tecnici e gestionali che ha ricevuto 1.200 candidature e già formato 150 professionisti, 35% dei quali ha trovato un lavoro. Per le imprese c’è il Bando Bike to Work e City Logistics per incentivare l’utilizzo delle due ruote che sarà rinnovato anche quest’anno. Per sostenere l’innovazione invece sono state lanciate due Call for Solutions con una dotazione di 1,4 milioni che ha permesso di co-finanziare 24 progetti, 15 dei quali sono stati esposti a Palazzo Giureconsulti in occasione del convegno.

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