Raid dell’Etna 2022: il Giappone sul gradino più alto del podio, ma a vincere è anche la Sicilia

Nuovo anno, nuove sfide, nuova squadra, con la stessa passione che contraddistingue Identity Style. 
Dal mese di gennaio la rivista, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale, si arricchirà di persone e contenuti puntando sempre più su qualità ed eccellenza.
Per farlo abbiamo scelto di dare maggior slancio e professionalità alla squadra di lavoro inserendo nuove firme del giornalismo italiano. Professionisti ed esperti di settore che con la loro penna valorizzeranno realtà, luoghi e persone.
Il timone di Identity Style passa alla giornalista Sonia Bedeschi, professionista con vent’anni di esperienza come inviata televisiva, conduttrice e moderatrice di eventi nazionali. La sua nomina segna un passaggio strategico per l’evoluzione della testata.
Amo le sfide specialmente su progetti che ambiscono a spiccare il volo puntando su qualità, professionalità, sinergia e passione. Avere affiatamento con la squadra di lavoro e dare ai giovani opportunità formative è la chiave per sviluppare nuove idee e creare progetti di qualità” – ha dichiarato la nuova direttrice.

 

Sonia Bedeschi

Ad affiancarla nelle prossime sfide ci sarà, oltre alla redazione, un team arricchito da nuove risorse come Roberta Potasso e Antonino D’Anna. Non solo, perché la rivista darà la possibilità agli studenti meritevoli provenienti dalle scuole di giornalismo lombarde di misurarsi attraverso percorsi di stage e affacciarsi concretamente al mondo del lavoro. Una mission: puntare su identità e stile, raccontando realtà e storie che hanno saputo raggiungere il successo negli ambiti più svariati: spettacolo, sport, ristorazione, motori, arte, cultura, moda, design, food, trasporti e salute. «La nomina di Sonia rappresenta un passo importante per la crescita di Identity Style», ha dichiarato l’Editore Luca Pasquero. «Conferma la nostra volontà di investire in una direzione editoriale solida e professione, immediatamente riconoscibile e orientata al futuro. Sonia possiede la visione e le competenze per interpretare al meglio l’anima del giornale e per condurlo verso nuovi traguardi di crescita».
Attraverso impegno, sacrificio, dedizione, rivincite e un pizzico di sana fortuna scopriremo insieme quali sono le storie di successo targate made in Italy … in Italia e oltre confine.
Si ringrazia Francesca Lovatelli Caetani, che lascia l’incarico di Direttore Responsabile, per l’anno di collaborazione.

da | Ott 7, 2022 | Motori | 0 commenti

Chissà quale, tra le tante bellezze ammirate tra i paesaggi e i borghi siciliani e le tante prelibatezze assaggiate tra le peculiarità enogastronomiche, abbia più colpito la coppia giapponese Masahiro Yokota e Oki Etsuko che, a bordo della storica Lancia Aprilia del 1937, hanno vinto la 24esima edizione del Raid dell’Etna, la manifestazione internazionale di auto d’epoca che ogni anno richiama in Sicilia equipaggi provenienti da tutto il mondo.

A testimonianza che appuntamenti come questi coniugano perfettamente l’aspetto sportivo a quello culturale, iniziative che portano alto il nome della Sicilia. E considerando anche l’alto numero di partecipanti italiani ed esteri, il Raid dell’Etna si conferma appuntamento vincente e imperdibile.

I 60 equipaggi aderenti si sono dati appuntamento a Palermo lo scorso 25 settembre e hanno concluso il giro della Sicilia a Catania l’1 ottobre: 1000 km che hanno portato i partecipanti tra la suggestiva Mozia e l’incantevole Mazara del Vallo e poi ancora ad  Agrigento nella meravigliosa Valle dei Templi e a Naro. Spazio, quindi, alla giornata dedicata alla zona di Enna, tra il lago di Pergusa e l’omonimo autodromo, teatro di avvincenti gare di Formula 1, Formula 2 e Formula 3000. Poi, la partenza per Catania, la Coppa delle Dame e la tappa finale del Raid dell’Etna 2022 con la cronoscalata verso la cima dell’Etna. Gli equipaggi si sono salutati nella meravigliosa piazza Università a Catania.

Ben 15 gli equipaggi arrivati dagli Stati Uniti, altri, invece, dal Giappone, dalla Svizzera, dal Brasile, dalla Colombia, dalla Germania, dall’Austria, dall’Inghilterra, dalla Norvegia, dalla Francia, dall’Argentina e dall’Italia». A incantare gli occhi degli appassionati sono state vetture d’epoca, tra cui una Bentley del 1936 e una Lancia 037.

Diversi i premi assegnati in questa edizione: nella classifica generale, dietro ai giapponesi si è classificata  la Porsche 356 A del 1958, composta dal duo italiano Fuzzy Walter Kofler e Karl Doecker (Veteran Car Team). Terza piazza per un altro equipaggio nostrano, Mario Berselli e Monica Martelli, su Alfa Spider del 1968 (Club Orobico). 

Nella sfida al femminile della Coppa delle Dame, in testa l’accoppiata Maria Marchesi e Monica Martelli, su Porsche 911 SC. A seguire Oki Etsuko e Courtney Campbell, a bordo della Lancia Aprila. Terze classificate Maria Marchesi e Monica Martelli, questa volta con pilota e co-pilota invertite e su Alfa Romeo Spider 1750.

Tra gli altri premi, quelli legati agli sponsor: Cantine Brugnano, riconoscimento per i Team con il maggior numero di equipaggi (8 per “Italian Cars & Cannoli Car Club” e “Scuderia RoadRunners”); Grand Prix Navi Veloci, che ha consegnato un biglietto andata e ritorno Genova/Palermo a tre equipaggi (Dieter Glockner ed Edith Fermann, Bentley 4 ¼ Open Tourer del 1936; Masahiro Yokota ed Etsuko Oki, Lancia Aprilia del 1937; Daniela e Uwe Dreyer, Porsche 911 Carrera cabrio del 1984); Condorelli Fidelity, destinato alla coppia con il maggior numero di presenze nella competizione (ben 14 per Arturo Pellegatta e Doris Schneider). 

«È stato un anno avvincente, alla scoperta dei borghi più belli della Sicilia – commentano gli organizzatori Stefano Consoli e Giovanni Spina – un viaggio di oltre mille chilometri, che ha abbracciato Palermo, Trapani, Agrigento, Enna e Catania. Non sono mancate le novità, ma neanche le tappe principali che caratterizzano la nostra manifestazione, quali la cronometrata sul circuito di Pergusa e quelle sull’Etna. Nonostante le difficoltà organizzative, legate anche al periodo elettorale – proseguono – abbiamo contato ben 60 equipaggi, di cui 15 solo dagli Stati Uniti. Gli altri, oltre che dall’Italia, sono giunti dalla Colombia, dall’Argentina, dal Brasile, dalla Norvegia, dall’Austria, dall’Inghilterra, dalla Francia e dal Giappone, patria della coppia vincitrice. E per questo grande risultato – concludono – ringraziamo la Scuderia del Mediterraneo e i nostri sponsor: Grandi Navi Veloci, Eberhard & CO., Cantine Brugnano, Michelin, Sparco e Centro Porsche Catania».

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