Il libro di Filippo Poletti, “L’arte dell’ascolto: musica al lavoro” presentato a Milano

Nuovo anno, nuove sfide, nuova squadra, con la stessa passione che contraddistingue Identity Style. 
Dal mese di gennaio la rivista, disponibile sia in formato cartaceo sia digitale, si arricchirà di persone e contenuti puntando sempre più su qualità ed eccellenza.
Per farlo abbiamo scelto di dare maggior slancio e professionalità alla squadra di lavoro inserendo nuove firme del giornalismo italiano. Professionisti ed esperti di settore che con la loro penna valorizzeranno realtà, luoghi e persone.
Il timone di Identity Style passa alla giornalista Sonia Bedeschi, professionista con vent’anni di esperienza come inviata televisiva, conduttrice e moderatrice di eventi nazionali. La sua nomina segna un passaggio strategico per l’evoluzione della testata.
Amo le sfide specialmente su progetti che ambiscono a spiccare il volo puntando su qualità, professionalità, sinergia e passione. Avere affiatamento con la squadra di lavoro e dare ai giovani opportunità formative è la chiave per sviluppare nuove idee e creare progetti di qualità” – ha dichiarato la nuova direttrice.

 

Sonia Bedeschi

Ad affiancarla nelle prossime sfide ci sarà, oltre alla redazione, un team arricchito da nuove risorse come Roberta Potasso e Antonino D’Anna. Non solo, perché la rivista darà la possibilità agli studenti meritevoli provenienti dalle scuole di giornalismo lombarde di misurarsi attraverso percorsi di stage e affacciarsi concretamente al mondo del lavoro. Una mission: puntare su identità e stile, raccontando realtà e storie che hanno saputo raggiungere il successo negli ambiti più svariati: spettacolo, sport, ristorazione, motori, arte, cultura, moda, design, food, trasporti e salute. «La nomina di Sonia rappresenta un passo importante per la crescita di Identity Style», ha dichiarato l’Editore Luca Pasquero. «Conferma la nostra volontà di investire in una direzione editoriale solida e professione, immediatamente riconoscibile e orientata al futuro. Sonia possiede la visione e le competenze per interpretare al meglio l’anima del giornale e per condurlo verso nuovi traguardi di crescita».
Attraverso impegno, sacrificio, dedizione, rivincite e un pizzico di sana fortuna scopriremo insieme quali sono le storie di successo targate made in Italy … in Italia e oltre confine.
Si ringrazia Francesca Lovatelli Caetani, che lascia l’incarico di Direttore Responsabile, per l’anno di collaborazione.

Il libro di Filippo Poletti, “L’arte dell’ascolto: musica al lavoro” presentato a Milano

Filippo Poletti racconta la passione per la musica dei grandi italiani.

E lo fa con interviste a famosi personaggi con playlist di 34 ore su Spotify

Ogni nome è un racconto, un incontro, una scoperta

La presentazione del libro di Poletti, nella suggestiva cornice di Le Village by CA Milano, Sala Living Lab, è stata un vero successo

Hanno partecipato alcuni dei protagonisti del libro e, tra loro, spiccavano figure come il famoso architetto Memo Colucci e i Chirurghi Plastici Alessia Glenda Buscarini e Andrea Spano, che in sala operatoria lavora con il sottofondo di musica jazz.

Qual è l’arte dell’ascolto? A rispondere è Filippo Poletti con il suo nuovo libro “L’arte dell’ascolto: musica la lavoro”. In 384 pagine il giornalista più seguito su LinkedIn presenta 120 interviste ai grandi italiani, ordinate in sette sezioni, rispettivamente:

“arti e mestieri”, “diritto ed economia”, “scienze”, “scrittura”, “società”, “spettacolo” e “sport”

Da Francesco Alberoni a Piero Angela, Giorgio Armani, Enzo Biagi, Norberto Bobbio, Walter Bonatti, Mike Bongiorno, Gillo Dorfles, Renato Dulbecco, Eugenio Finardi, Dario Fo, Vittorio Gregotti, Umberto Guidoni, Margherita Hack, Enzo Jannacci, Rita Levi-Montalcini

Alda Merini, Franco Modigliani, Indro Montanelli, Nicola Piovani, Carlo Rambaldi, Gianfranco Ravasi, Antonio Ricci, Gavino Sanna, Tiziano Sclavi, fratelli Taviani, Antonio Tabucchi, Beatrice Venezi, Carlo Verdone, Luigi Veronelli, Umberto Veronesi, Bruno Vespa

Paolo Villaggio, Stefano Zecchi, Antonino Zichichi, e tanti altri.

Il libro di Filippo Poletti, “L’arte dell’ascolto: musica al lavoro” presentato a Milano

 Il LIBRO “SONORO” DI FILIPPO POLETTI: 384 PAGINE CON PLAYLIST SU SPOTIFY

Ad accompagnare la lettura del libro edito da Guerini è la playlist “L’arte dell’ascolto: musica al lavoro”, pubblicata su Spotify e composta da 34 ore di ascolti dei brani citati nelle interviste, dalla tragedia greca a Vasco Rossi e Taylor Swift.

«Sono partito da una domanda semplice ma inusuale – spiega Filippo Poletti –: come si ascolta la musica da Nobel?

Qual è la playlist dei grandi italiani degli ultimi 100 anni?

E, ancora, cosa significa ascoltare la musica da alpinista, archeologo, architetto, astrofisico, attore, biblista, chef, cineasta, critico musicale, deejay, dietologo, economista, enigmista, enogastronomo, etologo, giurista, filologo, filosofo, fisico, gioielliere, giornalista, imprenditore

Ma anche matematico, medico, musicista, notaio, pittore, poeta, pubblicitario, regista, scrittore, sociologo e sportivo? A questi quesiti ho cercato di rispondere con questo “libro sonoro”, che rappesenta una “storia dell’ascolto della musica”».

25 ANNI DI GRANDI INTERVISTE SULLA MUSICA

Laureato in musicologia, a partire dal 1999 Filippo Poletti ha iniziato la sua indagine, andando alla caccia di grandi personalità, convinto che «se gli ascolti sommati fanno tante vite, l’ascolto attivo è una competenza chiave nelle relazioni umane.

Ieri, oggi e domani, infatti, affinare la capacità di ascoltare attivamente servirà sempre». Da qui la necessità di declinare gli esiti della lunghissima indagine in chiave concreta, proponendo di leggere le parole dei grandi italiani e di ascoltare i brani citati su Spotify.

 

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